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Emozioni sport: le emozioni nella prestazione sportiva - Psicologia

Emozioni sport: le emozioni nella prestazione sportiva - Psicologia

La psicologia dello sport permette di gestire le proprie energie e emozioni in una situazione di allenamento e di competizione sportiva e fornisce all’atleta o all’amatore strumenti che permettono di migliorare la propria prestazione.


Affiancando le  proprie energie e emozioni all’immancabile allenamento fisico e al perfezionamento del gesto atletico, l’utilizzo di tecniche che lavorano sugli aspetti psicologici permettono di migliorare la propria prestazione in gara e allenamento.


In cosa consiste l'utilizzo di tecniche che lavorano sugli aspetti psicologici?


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Ciò consente di gestire le proprie energie e emozioni in una situazione di allenamento e di competizione sportiva. Ciò su cui gli sportivi concordano è, infatti, che a parità di preparazione fisico-atletica la differenza è data dall’atteggiamento mentale con cui allenamento e gara vengono vissuti (“l’importante è la testa” come sono soliti dire gli sportivi).


La capacità di concentrazione, l’autocontrollo, la conoscenza del proprio modo di pensare e di comunicare tra sé e sé, sono ambiti sui quali ci è possibile intervenire e che è possibile potenziare al fine di affrontare la gara con il miglior equilibrio psicofisico possibile.


L'ansia tra tutte le emozioni:


L’ansia, tra tutte le emozioni, risulta una buona amica finché fa aumentare la nostra attenzione, impegno e concentrazione sulla performance. Tuttavia quando è eccessiva e prende il sopravvento su tutte le altre sensazioni o sui nostri tentativi di tenerla a bada può divenire la peggior nemica della prestazione sportiva agonistica, in grado di influenzarne negativamente i risultati.


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L’ansia è uno stato emotivo che può essere percepito come spiacevole e che prepara il corpo per una minaccia, nonostante questa non sia reale o corrispondente al livello di pericolo soggettivamente percepito. Durante lo stato di ansia avviene una massiccia attivazione del sistema nervoso simpatico che provoca una serie di alterazioni fisiche, biochimiche e endocrine, le quali a loro volta contribuiscono a un precoce esaurimento delle risorse fisiche e mentali dell’atleta.


La rabbia e l'aggressività:


Un’altra emozione che spesso emerge negli atleti durante una competizione è la rabbia e l’aggressività. Il voler dare tutto, e anche di più, è spesso espressione di rabbia e sfocia in un atteggiamento aggressivo che può portare a esagerare i movimenti e ad andare oltre i confini di quanto praticato in allenamento e di quelle che sono le proprie capacità tecniche e pratiche. La rabbia può essere anche espressione di frustrazione, ad esempio per un infortunio subito o per una serie di risultati negativi ottenuti nelle precedenti competizioni, o di rivalsa, nei confronti di un allenatore o di un compagno di squadra. Qualunque sia la causa, l’atleta arrabbiato si presenta alla gara con un atteggiamento poco produttivo.

Si possono gestire le emozioni disfunzionali?


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Si, con il corretto ALLENAMENTO MENTALE. Le emozioni disfunzionali che spesso si associano a una competizione non sono eliminabili, ma gestibili. E’ stato ampiamente dimostrato nella psicologia dello sport che le tecniche di allenamento mentale permettono all’atleta di riconoscere le proprie modalità di pensiero abituali, e le emozioni ad esse collegate, rispetto a sé stesso come atleta e al significato rivestito da una competizione, e di imparare a modificarle e gestirle.


In particolare, tra gli atleti è molto diffuso il ricorso a tecniche di rilassamento e di visualizzazione, che vengono utilizzate per accrescere le risorse mentali dell’atleta, allenandolo a confrontarsi con le situazioni più critiche e aumentandone l’autocontrollo.


Training autogeno: 


La capacità di raggiungere uno stato di rilassamento è fondamentale nella preparazione di ogni sportivo. Il rilassamento non coincide con uno stato di riposo, come si può pensare, ma in una normalizzazione delle funzioni vitali e, nello sport, a un loro migliore utilizzo. Permette, infatti, di creare uno stato psicofisico caratterizzato da una riduzione della tensione muscolare e da sensazioni psichiche introspettivamente percepite come benessere, serenità e tranquillità. Alcune tra le tecniche più utilizzate nella psicologia dello sport sono il Rilassamento Progressivo di Jacobson e il Training Autogeno di Schultz.


Le tecniche di visualizzazione, invece, sfruttano un’altra grande amica dell’atleta: l’immaginazione. Tali tecniche partono, infatti, dal presupposto che ciascuno di noi possiede questa abilità mentale estremamente potente, una grande risorsa a cui poter accedere in qualsiasi momento e luogo.



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Tecniche di imagery:


Le tecniche di visualizzazione immaginativa possono servire, nella psicologia dello sport, per raggiungere una condizione di rilassamento, anche durante una gara importante. In questo caso, la tecnica consiste nell’immaginarsi all’interno di una situazione serena e confortevole, in un luogo reale o immaginario, in cui sia possibile trovare benessere psichico. A livello pratico, è essenziale che questa scena venga immaginata il più dettagliatamente possibile. Mentre si svolge l’esercizio si deve, infatti, prestare attenzione a tutti i particolari dell’ambiente: i colori, le luci, la temperatura, il momento della giornata, i suoni, il movimento delle persone e degli oggetti, le sensazioni tattili, uditive e olfattive, e, ovviamente, le emozioni provate. In questo ambiente immaginativo l’atleta potrà tornare ogni volta che desidera calmare e rilassare la mente.


La visualizzazione può, inoltre, essere impiegata per focalizzare un obiettivo che si intende raggiungere. In particolare, è stato dimostrato che visualizzare è particolarmente utile quando ci si concentra sul processo che ci permetterà di raggiungere il nostro scopo.


Cosa può crearsi l’atleta attraverso questi esercizi?


L’atleta, attraverso questi esercizi, può crearsi l’immagine di sé stesso mentre è impegnato a perseguire i propri traguardi, e questo lo spronerà all’azione. I passaggi fondamentali per eseguire questa tecnica sono: definire un obiettivo, immaginare il processo di raggiungimento dello stesso, immaginare sé stessi mentre si compiono queste azioni. La visualizzazione va eseguita per almeno 5 minuti più volte al giorno. Questa tecnica permette all’atleta di arrivare preparato in gara e di gestire anche gli imprevisti perché già vissuti nella propria mente.


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Scritto da : Dott.ssa Elena Pedrini

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