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Il concetto di propriocettività nello sportivo - Prevenzione

Il concetto di propriocettività nello sportivo - Prevenzione

Le teorie sulle Scienze Motorie sono in continua evoluzione ed aumentano progressivamente i livelli di conoscenza e gli strumenti di valutazione della buona somministrazione degli esercizi.


Nella cura dei particolari, ormai diffusa, siamo passati negli ultimi anni a focalizzarci sempre più sul concetto di capacità motorie, una di queste è proprio l’aspetto propriocettivo della seduta stessa; inizialmente usato come fase di recupero funzionale dopo un infortunio o un periodo di inabilità, ora anche per un miglioramento prestativo e per prevenire gli infortuni.


Comprensione del termine propriocettività


Come primo passo analizzeremo ciò che è la comprensione del termine propriocettività, in alcuni casi presente anche come propriocettiva ed associata spesso alla cinestesia.


Come abbiamo detto in precedenza la propriocezione fa parte di una grande famiglia di capacità dette coordinative, che insieme a quelle condizionali completano il bagaglio culturale-sportivo che l’atleta deve possedere per ottimizzare la propria performance.


La propriocettività , è la capacità di percepire la posizione dei propri segmenti corporei nello spazio, riconoscendo e gestendo il proprio stato d’essere in staticità o dinamicità nel modo più economico ed armonioso possibile.


La capacità propriocettiva è resa possibile da recettori chiamati PROPRIOCETTORI presenti a livello periferico, essi immagazzinano informazioni e tramite il midollo spinale, per via AFFERENTE, le conducono al sistema nervoso centrale che potrà così codificarle ed elaborarle. Dopodiché per via EFFERENTE l’informazione viene inoltrata ai muscoli, che tramite la loro contrazione, dovranno interagire con il sistema e svolgere la funzione propria di reazione allo stimolo.


I recettori in questione prendono nomi differenti in base alla loro locazione nelle varie zone del corpo, come: Fusi neuromuscolari, Organo tendineo del golgi, corpuscolo di Ruffini, ecc.


Non parliamo solo di dinamica ma anche di statica perché anche nel momento in cui il soggetto è fermo, quindi in posizione statica, c’è sempre una ricerca di equilibrio, perciò più ci allontaniamo dal baricentro del nostro corpo più devono intervenire le capacità propriocettive per permetterci un costante equilibrio. Tutto avviene a livello inconscio, è quindi una questione di automatismi che se vengono adeguatamente allenati trovano dei conseguenti miglioramenti.


Sviluppo, prevenzione e rieducazione


propriocettività allenamento

Dopo aver definito e spiegato cos’è e come viene controllata questa capacità affrontiamo l’accostamento al mondo sportivo di questo concetto e come sfruttarla al meglio a seconda delle diverse necessità.


A livello motorio, ogni sportivo e ogni sport, ha una fase dinamica quindi di movimento: immaginiamo un calciatore, un rugbista, un tennista o qualsiasi altro sportivo, che deve mettere in relazione le proprie capacità tecniche, economizzando il gesto, quindi risolvendo situazioni nel minor tempo possibile facendo la scelta giusta, il più corretto possibile.


Ad essi servirà un buon allenamento propriocettivo per poter rispondere egregiamente agli stimoli creati dagli avversari, o dalla situazione di gioco che, cambiando continuamente, mettendo il giocatore in situazione di equilibrio instabile permanente.


L'allenamento propriocettivo è un pratica basata sulla stimolazione del sistema neuro-motorio nella sua totalità, composto da un insieme di esercizi che vanno a creare situazioni di instabilità, allo scopo di valutare e migliorare l'utilizzazione dei segnali propriocettivi provenienti dalle parti periferiche del corpo.


Secondo Martin (studioso del secolo scorso) lo sviluppo di questa capacità è maggiormente appreso in una fascia d’età critica, che va dai 7 ai 14 anni per poi proseguire introducendola ciclicamente nella periodizzazione settimanale d’allenamento.




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La propriocezione quali tipologia d’infortuni può prevenire?


A livello preventivo la propriocezione, ha una fondamentale importanza per prevenire tutti quegli infortuni che possono accadere per colpa di contatti, o situazioni instabili le quali creano problemi a comparti muscolari o articolatori, creando così danno all’atleta che dovrà abbandonare il campo di gioco, dovendo stare lontano dalla pratica per il tempo necessario al recupero completo.


Saper sempre controllare il grado di contrazione muscolare o il livello di tensione tendineo permettono una netta diminuzione degli infortuni. Come disse il saggio “prevenire è meglio che curare”. Saper inoltre controllare il proprio corpo in situazioni stressanti economizza il gesto tecnico, e previene l’insorgenza di infortuni gravi o meno che possono accadere, purtroppo in ogni situazione. Fase ormai immancabile in qualsiasi sport nell’organizzazione settimanale della sedute perché da studi fatti ha diminuito la percentuale di infortuni sopratutto nel comparto di ginocchio e tibia-tarsica.


Per quanto riguarda la fase di rieducazione il discorso è ampio, e le fasi sono diverse, seguite da diversi professionisti che devono lavorare in uno staff unito, con l’obbiettivo di recuperare al meglio lo sportivo.


Nello specifico gli esercizi di propriocezione vengono utilizzati per fare riacquisire all’atleta una perfetta coordinazione di movimento e un’ottima percezione gestuale dell’articolazione lesa, per ritrovare il giusto schema posturale e motorio quando compromesso da errate esecuzioni della gestualità specifica, dovuta ad infortuni pregressi.


Per concludere possiamo sostenere che allenare la propriocezione, specialmente nelle fasi di sviluppo e prevenzione, è fondamentale per migliorare alcuni gesti che nello sport o nelle attività motorie in genere devono diventare automatici senza doversi curare a livello conscio delle posizioni corporee da tenere; economizzando così gli sforzi, creando delle basi favorevoli anche per le gestualità prettamente tecniche,


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Scritto da : Simone Tarana

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