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Intervista a Donato Milano presidente della FIKBMS e DSA

Intervista a Donato Milano presidente della FIKBMS e DSA

In questa intervista andremo a conoscere meglio il maestro Donato Milano presidente della FIKBMS (Federazione Italiana Kickboxing, Muay Thai, Savate e Shoot Boxe) e DSA (discipline sportive associate). Partiremo da dove tutto ha avuto inizio fino ai giorni d’oggi. Lasciamo la parola al maestro e presidente Donato Milano.


1) Chi è Donato Milano?


Un uomo, o forse non ancora uomo, quindi direi un maschio di 57 anni. Testardo, ambizioso, determinato. Nato e cresciuto per la strada alla quale spesso mi rivolgo per le risposte alle domande della vita


2) Nel tempo libero quali sono i suoi hobby?


Tutto quelli che NON pratico più, ahahahahah. A dire il vero sono diversi. Mi diletto(avo) con la batteria in varie band e con il pianoforte faccio rumore a casa. Le mie passioni sportive? Per diletto Sci e Snowboard; montare a cavallo, ho fatto qualche concorso; ovviamente, il MARE. Sono (forse lo ero ahahah) Istruttore di subacquea e avevo un centro diving; ho sempre lavorato come istruttore di Vela, wind surf e derive per poi approdare alla Vela d’Altura per le regate di lungo tratto e la gestione di una società di Charter (ovviamente rigorosamente solo barche a Vela, niente motoschifi ahahah)


3) Come nasce la sua passione per gli sport da combattimento?


Una passione iniziata per pura curiosità all’età di 10 anni. Imperavamo il film sulle arti marziali, il mito di Bruce Lee. Un giorno vidi alcuni ragazzini che gesticolavano di nascosto alcune tecniche di karate e……non mi sono più fermato


4) “La prima volta non si scorda mai”. Si ricorda la sua prima volta sul ring?


Non so se raccontarla, non credo sia educativa. Ad ogni modo ci provo. Io ho vissuto per la strada e le risse erano frequenti, spesso ho dovuto scappare via all’arrivo dei carabinieri o dei vigili, insomma ero un tantino “agitato”. Ricordo che poco prima del primo match sentivo salire la rabbia, sentivo che di fronte avevo qualcuno che voleva menarmi, e non un atleta che voleva confrontarsi con me nel rispetto delle regole.


Appena mi si avvicinò, partii in quarta e dopo pochi scombussolati colpi lo misi ko con un destro. Mi si avvicino l’arbitro centrale per alzarmi il braccio della vittoria ed ebbi l’istinto di scappare via. Mi fermarono all’angolo abbracciandomi per congratularsi, nel frattempo sentii gli applausi. Ci misi un po’ ma conclusi: caspita, qui meno la gente e mi applaudono, per la strada invece…… Mi piacque molto anche la coppa che custodisco gelosamente e così continuai a menare sul ring evitando del tutto la strada. E’ stata la mia salvezza!


5) Nella sua carriera agonistica da fighter, quali sono stati i titoli conquistati a livello nazionale e internazionale? Detiene qualche record per K.O.?


Diversissimi titolo nazionali, internazionali, Campione d’Europa. Ho perso a Parigi il mondiale con Yousseif Zenaf. Carriera corta, interrotta da un bruttissimo incidente in moto occorso subito dopo il mondiale a Parigi. Mi rimisi dopo quasi due anni trascorsi tra ospedali e sedia a rotelle ma le 12 fratture riportate mi avevano indotto a cambiare gli schemi. Ripresi con gli Europei di Parigi ’86, grandissima squadra, tutti sul podio più alto, poi i campionati del Mondo Monaco ‘87 , in semifinale vinsi ma mi fermai per una frattura alle costole, non ero più lo stesso. Basta, decisi di voltare pagina (sigh). Non so se è un record, in carriera ho disputato 68 match 65 vittorie di cui 57 per KO.


6) Quali sono state le motivazioni che l’hanno portata a diventare maestro di Kickboxing raggiungendo 8° grado di cintura nera?


La solita passione, la solita testardaggine, la solita ambizione. Al primo esame di cintura Gialla guardavo con ammirazione la cintura arancione, poi la verde e così via….


Comunque ora sono 5° grado, infatti mi scalo un Grado ogni due anni…Mi pare giusto, come posso tirare oggi un circolare meglio di qualche anno fa? ahahahah




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7) Come allenatore di Kickboxing, quali sono stati i titoli vinti nel panorama nazionale e internazionale?


Sinceramente non li ricordo tutti. Tanti titoli nazionali, europei e mondiali conquistati dal mio team e dagli Azzurri che ho avuto l’onore di “guidare” per tantissimi anni. Non esiste un titolo più importante di altri. La mia soddisfazione più grande e aver concluso i programmi di preparazione fatti e aver portato gli atleti nella migliore condizione psicofisica alla disputa dei match. Credo, o forse spero, di aver contribuito in qualche modo a renderli “uomini” migliori. Ecco, questa è la medaglia che vorrei mostrare con orgoglio!


8) Oltre ad essere stato un grande fighter e allenatore raggiungendo risultati importanti nel panorama nazionale e internazionale ha ricoperto anche il ruolo da arbitro. Nel 1995 a Kiev ebbe l’onore di ricevere un premio importante. Donato vuole raccontare di quale premio stiamo parlando?


Al termine della mia carriera agonistica, interrotta per i motivi di cui sopra, intrapresi la carriera di arbitro. L’esperienza di “ring vissuto” rendeva facile il compito, capivo meglio alcune situazioni, sentivo meglio alcuni colpi, per questi motivi credo di aver svolto al meglio il ruolo fino al premio di miglior Arbitro del mondo consegnatomi durante i mondiali di Kiev ’95. Credo sia molto importante che la delicatissima funzione di arbitro, da cui dipendono le sorti di un evento, e non solo, sia ricoperta soprattutto da chi ha avuto esperienze agonistiche dirette. Ovviamente ci sono eccellenti arbitri che non hanno passato agonistico i quali rappresentano eccezioni che confermano la regola.


9) La laurea honoris causa viene assegnata, annualmente, ai personaggi di spicco che hanno dato un contributo speciale alla società o ad un determinato settore. Durante la sua carriera ha avuto l’onore e il merito di ricevere una Laure ad Honoris Causa. Ci racconti il perché le fu assegnata e in che anno?


E’ una cosa legata al progetto di Riordino di Quadri Formativi presentato nel 2004. A seguito di ciò fui contattato per il riconoscimento. Devo onestamente dire che, oltre alla gratificazione del momento, non ha valore di nessun tipo.


10)  Nell’anno 2014 viene eletto presidente della FIKBMS. Quali sono gli obiettivi che avete raggiunto in questi quattro anni e quali sono i prossimi obiettivi da raggiungere insieme al Consiglio Federale?


A seguito del tragico evento occorso al grande Presidente Ennio Falsoni la federazione ha vissuto un passaggio delicatissimo e complicato. Era chiaro fin da subito che nessuno poteva sostituirlo nel suo programma, nei suoi progetti, nel suo modo di gestire la federazione. Siamo andati avanti con oltre un anno di vicariato con Giorgio Lico e i membri del consiglio eletto a dicembre 2012. Durante quel periodo si è cercato di “restare a galla” e meglio comprendere le dinamiche dirigenziali. Sin da subito ci rendemmo conto quanto fosse necessario un cambio di rotta. Urgeva una programmazione di attività sportiva a medio lungo termine e una riprogrammazione, assai complicata, che proiettava la federazione verso il futuro iniziando dalla acquisizione di tutti i parametri necessari per il rafforzamento nel mondo CONI.


A tutt’oggi, con particolare orgoglio espresso insieme a tutta la dirigenza, i fatti affermano che siamo cresciuti tantissimo dal punto di vista organizzativo mediante l’applicazione di un “sistema federale”, siamo cresciuti molto nella qualità e nella quantità dei nostri stakeholder, siamo diventati DSA effettiva, abbiamo ben TRE discipline con riconoscimento CIO (WAKO – IFMA – FIAS). Scusate se è poco.  Il futuro? Ci stiamo organizzando………..


11)  Nell’ anno 2018 viene eletto presidente della DSA (discipline sportive associate) del CONI. In qualità di presidente e del ruolo importante che ricopre, quali sono per lei le cose importanti per fare in modo di far conoscere e mettere più in risalto gli sport da combattimento e tutte quelle discipline considerate minori?


Il programma presentato alla mia candidatura a presidente delle DSA e immediatamente applicato presentava alcuni punti importanti come la costituzione di alcune Commissioni di lavoro per temi delicati tra cui: Commissione rapporti con gli EPS); il rapporto con le FSN, mi onoro di prendere parte all’Assofederazioni; Commissione Fiscale; Commissione Eventi; Commissione Progetto Aggregazioni (non elenco il lavoro fatto con i colleghi ma è stato significativo e di forte impatto in tutto il mondo CONI).


Nella politica sportiva e non solo, contano i numeri, conta l’unità. Tutto il mondo degli sports da combattimento UNITO ha la grande chance di fare il salto di qualità necessario per un maggior e continuo sviluppo degli stessi. Seppur tanto si è fatto ci sono ancora frange di un mondo di “opportunisti” che guardano il proprio “orticello” mascherando il tutto sotto i termini di “democraticità del sistema e delle scelte”, di “diversa visione” ecc.  il tutto condito con la complicità degli EPS.  A loro dico: ogni tanto salite sull’albero, vi accorgerete che c’è molto altro, oltre. La federazione E’ LIBERA, APERTA e DEMOCRATICA. Iscrivetevi, discutete delle vostre idee, partecipate alla vita associativa, e se non vi piacciono i programmi, candidatevi.


Io sono il Presidente “pro tempore”, un analfabeta della politica prestato alla politica sportiva. Ho limiti di mandato, per legge. Abbiamo bisogno di gente fresca, di GIOVANI appassionati che vogliano intraprendere la carriera come dirigenti del presente e del domani. Detto ciò la mia mission è cercare di lasciare una federazione migliore, con gente migliorata, con dirigenti preparati, di lasciare una FEDERAZIONE….


12) Concludiamo chiedendole. Cosa ne pensa del portale web Fitadvisor?


Ritengo che sia un ottimo strumento, interessante, utile. Una piattaforma trasversale per uno sport che si muove alla velocità della luce nel web. Complimenti davvero con i miei migliori auguri di ogni successo!


Ringraziamo il presidente della FIKBMS e DSA per la disponibilità e l‘intervista concessa ai nostri “microfoni”… Viva lo Sport, ricordando che lo sport è di tutti.


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Scritto da : Fitadvisor

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