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Intervista a Vanessa Ferrari Campionessa del Mondo di Ginnastica Artistica

Intervista a Vanessa Ferrari Campionessa del Mondo di Ginnastica Artistica

In questa intervista andremo a conoscere meglio la ginnasta italiana Vanessa Ferrari. Partiremo dagli inizi della sua carriera fino ai giorni d’oggi… Lasciamo la pedana a Vanessa!


1) Vanessa presentati ai nostri lettori. Chi è Vanessa Ferrari?


Sono Vanessa Ferrari, campionessa del mondo di Ginnastica artistica


Vanessa Ferrari


2) Nel tempo libero, quali sono i tuoi hobby?


Nel tempo libero mi piace rilassarmi, visto che le mie giornate sono molto movimentate. Adoro guardare serie Tv, stare con il mio ragazzo e i miei due cani.


3) Quando e come ti sei avvicinata alla ginnastica artistica?


Da bambina, circa all’età di 5 o 6 anni, vidi alla TV una ginnasta che eseguiva un esercizio a trave e fu praticamente amore a prima vista.


4) La prima volta non si scorda mai. Ti ricordi il tuo debutto in pedana?


In realtà non ho grandi ricordi della mia prima gara, ricordo però che da piccolina non me la cavavo benissimo al  mio primo saggio, durante l’esibizione, caddi addirittura dalla panca, ovvero l’attrezzo che sostituisce la trave quando sei piccolo ed è molto più larga!


5) Quali consigli daresti ad una persona che vuole iniziare a praticare ginnastica artistica?


Credo che la ginnastica sia uno sport veramente completo, che sa dare grandi valori e disciplina, sicuramente consiglierei a tutti di avvicinarsi a questo sport, ma con le dovute precauzioni e cautela, perché prima di tutto bisogna star bene ed essere felici nel praticare qualsiasi sport, poi se si può puntare ad alti livelli ben venga ma non deve essere una priorità, prima di tutto viene la serenità e la felicità!


6) Quante ore ti alleni al giorno e come sono distribuiti i tuoi allenamenti?


Da ragazzina mi allenavo tutti i giorni, circa 6 ore al giorno e la sera la scuola, tranne sabato pomeriggio e la domenica. Adesso ho quasi 29 anni e sarebbe insostenibile mantenere questi ritmi tutto l’anno, infatti, nei periodi lontani dalle gare mi alleno 4 ore la mattina poi faccio terapie, mentre vicino alle gare mi alleno sempre le 4 ore la mattina più qualche rientro pomeridiano, di un paio d’ore.


7) Nel dietro le quinte di una campionessa ci sono persone che con te hanno condiviso e condividono i tuoi successi, la tua preparazione atletica e tecnica, i tuoi recuperi dagli infortuni, le tue emozioni, la tua passione. Sapresti dirci quali sono le persone che con te condividono questi aspetti e quanto sono importanti per te?


Dietro le quinte ci sono tante persone che mi aiutano in questo percorso!

Il primo è Enrico casella che mi segue fin da piccola, ma essendo anche direttore tecnico nazionale, segue principalmente la squadra nazionale e io che ora ho scelto di perseguire il percorso da individualista verso le prossime Olimpiadi, per non allenarmi da sola ed avere un supporto costante, dal 2017 ho richiesto un’altra figura, Anna Samadello. Per quanto riguarda le terapie e parte medica ho un fisioterapista a disposizione a (Alessandro Cervati) che segue tutte le atlete del centro Federale di Brescia, ho il supporto di un amico  Simone Cigolini del centro le Gocce di Gussago, mentre su milano c’è Salvatore Scintu.

Ci sono degli ortopedici e medici tra Brescia (Guido Zattoni), Bergamo (Maria Conforti) e Pavia (Giacomo Zanon) e dopo l’ultimo intervento ho avuto il supporto di Cosimo Maravita (per la parte riabilitativa) del campus Aquae di Pavia, che monitorano i miei problemi fisici specialmente ai tendini d’Achille. Per la preparazione atletica invece non ho mai avuto un preparatore vero e proprio, ma ha sempre gestito il mio allenatore fin da piccola il tutto, mentre adesso diciamo che mi autogestisco e ho il supporto di Anna.

Fuori dalla palestra invece c’è la famiglia quindi i miei genitori, i fratelli e il mio ragazzo che mi sono vicini, quest’ultimo è anche il mio manager.


8) Saliamo in pedana e diamo voce alla tua ascesa di successi, partendo con le vittorie ai campionati nazionali allievi e Juniores nell’anno 2002 e 2003. Nell’anno 2004 partecipi ai primi campionati Europei conquistando un ottimo risultato nel concorso a squadre. Racconta ai nostri lettori quale fu il risultato raggiunto?


Erano i primi europei Juniores ad Amsterdam e insieme alle mie compagne di allora vincemmo il bronzo a squadre e io vinsi anche un argento individuale sui 4 attrezzi e un bronzo nella specialità a trave, sicuramente come primo europeo furono ottimi risultati.


9) Nell’anno 2005, oltre a vincere il 6º scudetto societari con la Brixia Brescia, arrivano le tue prime vittorie internazionali. Quali furono le medaglie conquistate e in quale competizione?


Nel 2005 vinsi i campionati assoluti, quindi la gara dove si sfidano i migliori atleti a livello italiano. Partecipai ai miei primi giochi del mediterraneo nella quale, su sei medaglie in palio, vinsi 5 ori e un argento ma non rientrai a casa contenta perché avrei voluto centrare 6 ori su 6 e per questo fatto mi diedero un nuovo soprannome, se prime ero la farfalla di Orzinuovi da quel momento diventai la cannibale di Orzinuovi.


10) Nell’anno 2006 agli Oscar della Ginnastica vieni premiata come "Miglior ginnasta femminile". Questo premio fu riconosciuto per dei risultati importanti che ti portarono ad entrare nella storia della ginnastica artistica italiana femminile e non solo. Racconta ai nostri lettori di quali risultati stiamo parlando e delle medaglie che furono ottenute in quell’anno?



Il 2006 fu certamente un’annata indimenticabile e credo la più prolifera per la ginnastica femminile fino ad oggi, perché per la prima volta nella storia vincemmo gli Europei con la squadra nazionale, composta da Lia Parolari, Federica macrì, Monica Bergamelli, Carlotta Giovannini ed io, che oltre alla medaglia di squadra conquistai l’argento europeo di specialità al corpo libero.

Poi vinsi nuovamente gli assoluti e ad una ventina di giorni prima del compimento dei 16 anni partecipai ai miei primi  mondiali, ad Aarhus in Danimarca, e quello fu certamente il risultato più importante per l’Italia di tutta la storia della artistica femminile, perché al mio debutto mondiale vinsi io la medaglia d’oro e per la prima volta un’italiana divenne campionessa del mondo, inoltre vinsi anche due bronzi mondiali di specialità.


11) Il 28 aprile dell’anno 2007 partecipi ai Campionati Europei di Amsterdam dimostrando ancora una volta il tuo assoluto valore come ginnastica di livello mondiale. Quali furono le medaglie conquistate e in quale competizione?


Nel 2007 in cerca della riconferma, dopo lo storico risultato dell’anno prima, vinsi individualmente gli europei di Amsterdam e vinsi l’oro di specialità al corpo libero.  In Italia vinsi ancora gli Assoluti  e arrivai al mondiale di Stoccarda in forma, riuscimmo a qualificare la quadra alle olimpiadi con uno storico 4 posto, però durante la finale caddi dalle parallele procurandomi una frattura allo scafoide del piede, nonostante questo qualche giorno dopo conquistai il bronzo individuale mondiale, anche se quell’infortunio diede inizio ad un susseguirsi di problemi ed infortuni  da li in poi condizioneranno tutta la mia carriera fino ad oggi.

Vanessa Ferrari europei 2007

12) Arrivano le Olimpiadi a Pechino 2008, la competizione che ogni atleta sogna di partecipare. Affrontasti l’intera competizione con un dolore al piede. Non potendo esprimere le tue potenzialità come ginnastica e considerando i sacrifici che fa un’atleta per arrivare alle Olimpiadi, quali furono l’emozioni che provasti in quel momento? Rabbia? Sconforto?


Pechino fu la mia prima Olimpiade, sarebbe dovuta essere la mia Olimpiade, ma la gestione fu completamente errata ed arrivai in condizioni pessime! Oltre ai problemi al tendine d’Achille destro, ci furono gravi problemi alimentari che condizionarono tutta la squadra derivanti da un sistema completamente errato. Fortunatamente quegli errori commessi in passato, forse per mancanza di conoscenze o forse perché ci si ispirava al modello delle atlete dell’est Europa, sono stati superati ed oggi c’è una maggiore conoscenza e capacità nella gestione degli atleti.


13) Passano gli anni e tra il recupero dall’infortunio, campionati nazionali, europei, mondiali, conquistando medaglie, piazzamenti e tesseramento presso il Centro Sportivo dell’Esercito italiano che ti affermano sempre di più come ginnastica di livello mondiale, nell’anno 2012 arrivano le Olimpiadi di Londra. Ci racconti come andarono?


Il quadriennio tra Pechino e Londra fu tutt’altro che facile, perché molti mi davano per finita, vista la delusione di Pechino condizionata da problemi enormi. Dopo la spedizione cinese ho dovuto affrontare i problemi, con l’operazione al tendine, e ci ho messo l’anima per venirne fuori.

Nel 2009 nonostante mi dessero per finita sono rientrata in gara e agli Europei di Milano vinsi l’argento al corpo libero, fu l’unica medaglia italiana in quella occasione, quindi non ero poi così finita come veniva detto!

Da li un lungo lavoro per arrivare a Londra, dove venni convocata e alla vigilia mi sentivo in gran forma, ero riuscita a tenere sotto controllo il problema al tendine, fino a quel momento ed ero riuscita a sconfiggere i problemi alimentari che mi erano stati causati. Feci un’ottima qualifica e presi il pass individuale per la finale, pochi giorni dopo ero li dopo tutti quegli anni amari a giocarmi la possibilità di medaglia. Feci bene il mio esercizio ma la giuria mi diede lo stesso punteggio di un’altra atleta russa e qui arrivò la beffa, perché eravamo entrambe al terzo posto con lo stesso punteggio, ma alle Olimpiadi non esiste nella ginnastica il parimerito e per un “cavillo” regolamentare venni spazzata al quarto posto vanificando tutto ciò che avevo fatto per essere li, si scatenò una bufera contro le giurie, da persone di ogni parte del mondo non solo italiani, che tutt’oggi ritengono mia quella medaglia, ed anche io la sento mia e credo che mi sia stata sottratta ingiustamente.


14) Negli anni successivi tra il 2013 e 2014 il tuo medagliere si arricchisce di successi internazionali. Racconta ai nostri lettori di quali successi stiamo parlando?


Rientrata dalle Olimpiadi di Londra volevo smettere, ero distrutta per la beffa ricevuta dopo tutti i sacrifici fatti per raggiungere nuovamente quei livelli. Però l’amaro in bocca a me non va giù e io ho una certa tendenza a metabolizzare il dolore trasformandolo in grinta per andare vanti, infatti gli anni successivi mi portai a casa un argento mondiale nel 2013 ad Anversa e l’oro Europeo nel 2014 a Sofia, ma poteva andarmi tutto bene? No! Arriva il 2015 e presi la mononucleosi, uno stupido Virus che ha la capacità di restare nascosto e distruggerti fisicamente, senza essere a conoscenza di questo virus, ho continuato ad allenarmi ma peggioravo giorno dopo giorno fino a che con analisi accurate sono riuscita a scovare il brutto male e ci misi del tempo a riprendermi. Ma dopo l’ottima forma raggiunta nei due anni precedenti, per colpa di questo virus dovetti ricostruire nuovamente tutto. Ritornarono i problemi al tendine, questa volta al tendine sinistro quello che poi mi darà problemi fino ad oggi.

Vanessa Ferrari argento mondiale nel 2013 ad Anversa

La nazionale aveva però bisogno del mio contributo per ottenere il pass Olimpico e mi convocarono. Arrivai a Glasgow nel 2015 a pezzi ma strinsi i denti per fare degli esercizi semplificati ma puliti per garantire dei punti per la qualificazione e ci riuscimmo! Ricordo però che mio, fratello Michele e il mio ragazzo Simone, mi portavano in braccio dall’hotel al palazzetto per gareggiare e poi mi riportavano in camera, perché dai dolori al tendine non riuscivo quasi a camminare.


15) Arriva l’anno dei giochi olimpici. Insieme alle connazionali Erika Fasana, Carlotta Ferlito, Elisa Meneghini e Martina Rizzelli entri a fare parte della squadra olimpica che parte parteciperà alle Olimpiadi di Rio 2016. Nonostante l’infortunio che ti perseguitava al tendine d’Achille, ci racconti come andarono quelle Olimpiadi?


Queste olimpiadi furono ancora una volta una beffa, quasi una maledizione che mi perseguita.

Arrivai a Rio con quei maledetti dolori al tendine, ma fisicamente ero molto in forma e volevo stringere i denti per andare a riprendermi ciò che mi era stato sottratto in maniera beffarda alla scorsa edizione Olimpica!


Dopo una qualifica non perfetta arrivò l’ora del mio amato corpo libero e feci un esercizio bellissimo che valse la finale individuale, con il terzo piazzamento. Potevo sognare ancora quella medaglia!

Vanessa Ferrari rio 2016

Qualche giorno dopo arriva la finale e fui l’ultima a salire in pedana, della serie zero pressione… durante il riscaldamento volevo introdurre qualcosa per aumentare ancora il mio esercizio ma questo mi fu fatale, perché nel cercare di fare di più ho commesso due passi di troppo che mi sono costati la medaglia, esattamente due stupidi passi! Verdetto, alla mia terza olimpiade ancora un quarto posto. La voglia di smettere era tanta ma se la volta precedente ho continuato dopo che mi era stata scippata la medaglia, figuriamoci se dopo un mio errore potessi smettere, quindi ecco qui che procedo per il cammino verso la mia quarta Olimpiade, quella di Tokyo 2020, anche se un cammino molto tortuoso…


16) Nell’anno 2017 durante i campionati mondiali individuali di Montreal, il tuo tendine d’Achille che ti perseguitava negli anni precedenti, si rompe. Nella fase di recupero dall’infortunio quali sono state le persone che ti hanno aiutato, sotto l’aspetto psicologico e atletico per poi tornare ai massimi livelli come ginnasta?


Dopo Rio decisi di fare un’operazione anche al tendine d’Achille, per sistemare la degenerazione tendinea. Dopo il lungo periodo di riabilitazione, arrivò l’alba dei campionati del mondo di Montreal 2017, volevo andare a caccia di una medaglia che scacciasse le delusioni di Rio e riuscii a mettere in piedi un ottimo esercizio! Feci un’ottima qualifica e centrai la finale individuale…

Vanessa Ferrari 2017

Il giorno della finale, era il 19 Ottobre 2017,  quando uno dopo l’altra tutte le atlete avevano già eseguito il loro esercizio  e mancava il mio, che ancora una volta ero l’ultima a salire in pedana.

Nella sala di riscaldamento parlai con il mio allenatore Enrico, il quale mi disse <<per il bronzo ti basta fare l’esercizio della qualifica>> io lo guardai e gli dissi che il bronzo mondiale al corpo libero già ce lo avevo e volevo l’oro! Entrai in pedana e cominciò l’esercizio, ma alla seconda diagonale il mio tendine d’Achille mi abbandonò e si ruppe, facendomi schiantare al suolo. Immaginate come potevo sentirmi dopo il percorso fatto per arrivare li e vedere vanificato qualsiasi sacrificio e qualsiasi sogno.

Venni operata poco dopo il mio rientro in Italia.

Il post operazione, fu duro ed al mio fianco c’era la mia famiglia e il mio ragazzo ma dal punto di vista mentale mi rassicuravano, perché la mia intenzione era quella di smettere e loro mi lasciavano sbollire perché sapevano che sarei arrivata da sola alla conclusione… Il sogno era ancora possibile!


17) Il 2019 l’anno del grande ritorno alle competizioni. Il tuo valore come ginnastica di livello mondiale viene espresso, partecipando alla Coppa del Mondo di Melbourne. Raccontaci le tue emozioni che hai provato conquistando la medaglia d’oro al corpo libero?



Dopo 503 giorni di recupero da quel maledetto infortunio, feci il mio ritorno nel percorso di coppa del mondo nella tappa di Melbourne. Non sapevo come sarebbe potuta andare, visto il trascorso e visto che era la mia prima gara dopo quell’orribile ricordo del mio tendine che si rompe.

Il mio esercizio valse la medaglia d’oro e punti importanti per la qualificazione olimpica, ero felicissima non so bene descriverlo a parole perché salire sul podio, anzi sul gradino più alto, dopo ciò che avevo passato fu bellissimo! Nelle successive due gare centrai il podio in entrambe terminando, la prima parte del percorso di qualificazione con tre medaglie in tre gare. Dopo però per sistemare ancora dei fastidi al tendine ho deciso di sottopormi ad un’altra operazione, la quarta ai piedi, ed oggi sono in fase di riabilitazione e manca un mese all’inizio della seconda fase di qualificazione per Tokyo 2020 ed io voglio esserci!!! Prossima competizione


18) Cosa ne pensi del portale web Fitadvisor?


Credo sia bellissimo, sia per la promozione dello sport sia perché racconta in maniera genuina le storie degli atleti!


Ringraziamo Vanessa Ferrari, campionessa del mondo di ginnastica artistica per l’intervista concessa ai nostri “microfoni”… Viva lo sport!

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Facebook: Vanessa Ferrari

Instagram: Vanessa Ferrari

Twitter: Vanessa Ferrari

Sito web: www.vanessaferrari.com

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Articolo pubbliredazionale: Vanessa Ferrari

Scritto da : Fitadvisor

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