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La nostra arma contro il burnout - Psicologia dello sport

La nostra arma contro il burnout - Psicologia dello sport

Quasi tutti fatichiamo a reggere il ritmo sempre più frenetico di vita che si sta imponendo. Negli ultimi anni le tecnologie hanno velocizzato enormemente tutte le dimensioni della vita, dai trasporti alle modalità di lavoro, fino ai modi di relazionarsi con le persone: la società sta vivendo un periodo di accelerazione che ci lascia sempre più senza fiato.


Sempre più spesso molte persone percepiscono di non essere più in grado di tenere il ritmo. Il mondo del lavoro è forse il contesto dove queste reazioni si stanno sviluppando più di frequente, tanto che i casi di burnout sono in costante crescita.

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Cosa è il burnout?


Nella Classificazione ICD (International Classification of Diseases), stilata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), la sindrome da burnout viene definita “uno stato di esaurimento vitale”. Questa definizione, certamente un po’ generica a prima vista, nel mondo del lavoro prende la forma di cronico stress da lavoro, che può avere manifestazioni molto diverse.


Sintomi:


Alcune persone riportano disturbi del sonno oltre a un generale senso di costante affaticamento. Altre mostrano soltanto sintomi di natura psicologica, che comunque sono sempre presenti, come ansia, turbamenti dell’umore, disinteresse o persino repulsione per le attività quotidiane, difficoltà di concentrazione e difficoltà nelle relazioni interpersonali.
Generalmente il burnout è legato a un’eccessiva esposizione a situazioni di grande pressione psicologica e stress.


Cause e conseguenze:


Lo stress e l’ansia sono risposte sane e funzionali che il corpo mette in atto per affrontare situazioni difficili e momenti di crisi: sono alleati utili alle attività professionali e non, perché aiutano a mantenere focalizzata l’attenzione e a concentrarsi sui compiti a cui ci si deve dedicare.
Se però lo stato di tensione dovuto all'ansia e allo stress sono prolungati e troppo intensi per il nostro livello di sopportazione, ciò si può ripercuotere sul fisico. L’effetto è la crescita dello stress, nel suo aspetto peggiore.


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Soluzione a portata di mano:


L'attività fisica gioca un ruolo fondamentale per la gestione dello stress psicologico, riducendo lo stato di ansia ed i sintomi della depressione lieve e moderata. Il meccanismo psicofisiologico attraverso cui lo stress influisce sul corpo è molto complesso. Quale che sia la molla che fa scattare lo stress, questo mette in moto una risposta complessa che chiama in causa più di mille reazioni biochimiche nel cervello e nel resto del corpo. Tutti questi cambiamenti sono mediati dal sistema nervoso, endocrino ed immunitario.


Cosa succede quando facciamo sport?


Gli effetti di una costante attività fisica sono molteplici, tanto fisici quanto psichici: muoversi, nuotare, camminare, correre fa “respirare” in modo diverso il corpo e la mente liberando gli stessi da tossine e tossicità che impediscono la libera circolazione di un’energia vitale che ciascuno di noi possiede.
Lo sport inoltre canalizza la rabbia e l’aggressività e favorisce la concentrazione su gesti e sensazioni fisiche, focalizzando le nostre attenzioni su altro rispetto alle nostre preoccupazioni quotidiane permettendo un recupero più efficace.
Di non secondaria importanza è che durante l’attività fisica aerobica il cervello secerne una particolare classe di sostanze, le endorfine, che sono oppioidi endogeni, mediatori chimici dall'effetto analgesico, euforizzante, anti-ansia e soprattutto immunostimolante, creando una sensazione di benessere.


Cosa scelgo?


Ognuno può scegliere il tipo di sport che sente più adatto alla propria corporeità e alle proprie esigenze; l’aspetto importante è considerare lo stato di rilassamento e benessere che lascia l’attività. Se non si è mai praticato sport è consigliabile iniziare da una passeggiata, poi “ascoltare” il proprio corpo e su queste sensazioni individuare il proprio percorso di tipo sportivo.




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Consigli


5 suggerimenti che possono dimostrarsi utili per chiunque debba affrontare situazioni particolarmente stressanti:


1. Avere una buona consapevolezza di sé:
Prima di tutto, è fondamentale avere una buona consapevolezza di sé. Conoscere il modo in cui normalmente si risponde allo stress e i fattori che scatenano sentimenti negativi è indispensabile per riconoscere eventuali cambiamenti, che potrebbero costituire segnali di allarme.


2. Evitare il ``complesso del supereroe:
Di straordinaria importanza è evitare di sviluppare il cosiddetto “complesso del supereroe”, ovvero il convincimento di poter affrontare, gestire e superare qualsiasi cosa. Saper chiedere aiuto ed essere disposti a mostrare anche segni di vulnerabilità è essenziale per scongiurare il burnout.


3. Stabilire delle aspettative realistiche:
Molto importante nella vita e nello sport è stabilire delle aspettative realistiche. Porre l’asticella troppo in alto, creando inevitabilmente una discrepanza forte tra la realtà e l’immagine ideale di se stessi, è deleterio per l’autostima e può rendere lo sviluppo della sindrome da burnout un rischio reale.


4. Concentrarsi su una piccola attività:
Gran parte dello stress deriva da fattori che esulano dal controllo personale. Per questa ragione, concentrarsi su una piccola attività di cui si può prendere il controllo, per esempio imporsi una semplice buona abitudine sportiva, può essere un’ottima strategia per attenuare i sentimenti di ansia e rafforzare la fiducia in se stessi.


5. Prendersi periodicamente delle pause:
Infine, forse non sarebbe nemmeno necessario dirlo, bisogna prendersi periodicamente delle pause, del tempo da dedicare esclusivamente a sé stessi e alla propria vita al di fuori del lavoro, in modo da poter costruire e coltivare la propria rete relazionale di supporto e prendersi cura di se.


Team Autori Fitadvisor: Consulta il suo Profilo ☛ Dott.ssa Elena Pedrini


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Scritto da : Dott.ssa Elena Pedrini

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