Lo scontrino elettronico per asd e ssd

Lo scontrino elettronico per asd e ssd

A seguito delle numerose richieste di chiarimento pervenute da parte di associazioni e società sportive dilettantistiche in merito al recente obbligo di emissione dello scontrino elettronico, procediamo con una trattazione dell’argomento, ponendo l’accento sui differenti obblighi ed adempimenti a seconda del regime fiscale adottato da asd e ssd.


Oneri documentali ASD SSD


Nello specifico è necessario evidenziare i differenti oneri documentali a carico di asd e ssd in regime di Legge 398/1991, rispetto agli adempimenti normativamente previsti a carico di enti sportivi dilettantistici che non hanno esercitato l’opzione per la Legge 398/1991 o che svolgono attività commerciali escluse dal regime forfettario in questione.


LA CERTIFICAZIONE DEI CORRISPETTIVI C.D. e
SCONTRINO ELETTRONICO 


Dal 2020 scontrini e ricevute fiscali sono stati sostituiti da un documento commerciale, che può essere emesso esclusivamente:



  • utilizzando un registratore telematico (cd RT di fatto il vecchio registratore di cassa con possibilità di connessione internet) o

  • una procedura web o documento commerciale on line messa a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate (“Documento commerciale online” presente nel portale “Fatture e corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate e accessibile anche da dispositivi mobili).


Chi è obbligato


I soggetti obbligati all’emissione dello scontrino elettronico sono coloro che effettuano operazioni di commercio al minuto e attività assimilate per le quali non è obbligatoria l’emissione di fattura (se non richiesta dal cliente).


Solo i commercianti?


I soggetti interessati sono non solo i commercianti al minuto, ma anche tutti coloro che fino al 31/12/2019 emettevano ricevute fiscali; in sostanza dall’1/1/2020 anche le ricevute fiscali vengono sostituite dal documento commerciale di vendita (meglio noto come scontrino telematico o elettronico).


A seguito dell’introduzione dell’obbligo di certificazione elettronica dei corrispettivi viene meno l’obbligo di istituire e compilare il registro dei corrispettivi, in quanto la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica sostituiscono gli obblighi di registrazione giornaliera delle operazioni sul registro corrispettivi.


Inoltre non è più necessaria la conservazione delle copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti, né la tenuta e compilazione del libretto di servizio del registratore di cassa.


E per il cliente?


Per il consumatore finale cambia poco, il documento commerciale sostituisce il vecchio scontrino fiscale e tale documento costituisce titolo per l’esercizio dei diritti di garanzia o per eventuali resi di merci.


Inoltre, è possibile attribuire al documento commerciale di vendita efficacia fiscale aggiungendo al contenuto obbligatorio del documento anche il codice fiscale o partita IVA dell’acquirente. In questo modo è possibile utilizzare il documento commerciale per:



  1. dedurre le spese sostenute per gli acquisti di beni o servizi;

  2. dedurre o detrarre gli oneri rilevanti ai fini IRPEF (ad esempio spese mediche);

  3. costituire idoneo documento di prova per la cessione di beni o prestazione di servizi certificabili mediante fattura

Memorizzazione e trasmissione telematica


Dall’1/7/2019 è iniziata la graduale sostituzione degli scontrini e delle ricevute fiscali con i corrispettivi elettronici; questo obbligo è scattato l’1/7/2019 per chi nel 2018 ha realizzato un volume d’affari superiore a euro 400.000,00, mentre per gli altri operatori economici l’obbligo decorre dall’1/1/2020.


Per chi è in ritardo ?


Per chi non fosse riuscito a dotarsi in tempo del Registratore Telematico, è opportuno ricordare che il D.L. n. 34/2019 ha introdotto una moratoria per l’applicazione delle sanzioni durante il primo semestre di entrata in vigore dell'obbligo di adozione del Registratore Telematico, decorrente dal 1° gennaio 2020, quindi in sostanza la moratoria è fino all’1/7/2020.


In particolare, le sanzioni sopra citate non si applicano in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, fermi restando i termini di liquidazione e versamento dell'IVA.


Per capire


Ad esempio: i corrispettivi del mese di gennaio 2020 - prima scadenza di comunicazione per i nuovi soggetti obbligati – dovranno essere trasmessi entro il 2 marzo (il 29 febbraio cade di sabato), pena l’applicazione di sanzioni.


È opportuno precisare che la moratoria è stabilita solo per i termini di trasmissione, mentre nessun differimento è ammesso per quanto riguarda gli obblighi di memorizzazione, di liquidazione e di versamento dell’Iva periodica.


Servizi dell'AdE


L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione sul portale “Fatture e Corrispettivi” degli applicativi informatici per trasmettere telematicamente i corrispettivi; tali funzionalità possono essere utilizzate per il periodo di moratoria, cioè per i primi 6 mesi del 2020, da parte di chi è momentaneamente sprovvisto del Registratore Telematico.


E per le ASD E SSD ?


Stante questa disciplina di ordine generale, vediamo gli adempimenti concreti a carico di asd e ssd, distinguendo gli enti che hanno optato per il regime di tassazione forfettaria ex Legge 398/1991 dagli enti che non hanno manifestato questa scelta.


Per sistematicità di trattazione e a scanso di equivoci, riteniamo opportuno fare una doverosa premessa: l’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante scontrino ricorre solo in relazione all’eventuale attività commerciale svolta da asd o ssd. Ne consegue che, qualora l’associazione o società sportiva dilettantistica svolga solo attività istituzionale o non commerciale, non sussiste alcun obbligo di emissione e trasmissione di corrispettivi né elettronici né cartacei, proprio in quanto l’ente non ha conseguito proventi di natura commerciale.


Che attività può svolgere una ASD?


In linea di principio asd o ssd possono svolgere, oltre alle attività istituzionali, anche attività di natura commerciale; come schematizzato nella figura n. 1, le attività commerciali possono essere connesse o non connesse agli scopi istituzionali.


asd 1


La legge 398/1991


 


Riportiamo nello schema di figura 2 una sintesi del regime fiscale ex Legge 398/91


asd 2


ASD e SSD che hanno optato per la legge 398/1991 /


Per gli enti sportivi che hanno esercitato l’opzione per il regime forfettario ex Legge 398/1991 sussiste l’esonero dall’obbligo di memorizzazione elettronica dei corrispettivi, ai sensi del D.M. 10.5.2019 (già in precedenza vigeva l’esonero dall’obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta).


ASD e SSD non in 398/91 o con attività commerciali non ai fini istituzionali


Qualora la asd o ssd non abbia optato per la legge 398/91, oppure per le eventuali attività commerciali NON connesse a quelle istituzionali, sussiste l’obbligo di emissione dei corrispettivi elettronici e di relativa trasmissione telematica all’AdE.


La circolare 18/E/2018 della Agenzia delle Entrate, richiamando il contenuto del primo comma dell’articolo 1 del D.P.R. 544/1999, ha precisato che il regime agevolativo di cui alla L. 398/1991 può trovare applicazione solo limitatamente ai proventi di natura commerciale connessi alle finalità istituzionali.


In sostanza, se un’associazione o società sportiva dilettantistica senza fini di lucro svolge  un’attività commerciale autonoma e distinta da quella istituzionale, la stessa non può fruire, per detta attività, del regime agevolato in argomento.


La circolare ministeriale n. 18/E dell’1/8/2019


 La Circolare Ministeriale n. 18/E dell’1/8/2019 riveste notevole importanza per le asd e ssd in quanto ha ad oggetto “questioni fiscali di interesse delle associazioni e società sportive dilettantistiche di cui all’articolo 90 della Legge 27/12/2002 n. 289 emerse nell’ambito del tavolo tecnico tra l’Agenzia delle Entrate e il Coni”.


La circolare in questione nasce con l’intenzione di fornire le linee guida in relazione ad alcune disposizioni applicabili a asd e ssd per cui si registrano difficoltà interpretative.


E’ doveroso puntualizzare che le interpretazioni della legge contenute all'interno di pronunce ministeriali hanno la mera valenza di prassi amministrativa e non costituiscono fonte del diritto, non possono quindi avere valore vincolante nei confronti né dei contribuenti né dei giudici, in quanto atti costituenti semplice indirizzo interpretativo dell’Agenzia delle Entrate non aventi valore di norme di legge (Cass. SSUU 02.11.2007 n. 23031).


AdE e Coni


Il documento in questione, seppur non costituente fonte normativa e quindi non vincolante, è frutto di un confronto fra AdE e Coni (unico organismo certificatore dell’attività sportiva dilettantistica), stabilisce i criteri di comportamento per gli uffici dell’amministrazione Finanziaria in relazione a asd e ssd, quindi il rispetto delle interpretazioni contenute nella Circolare può consentire a asd e ssd di superare la verifica tributaria senza rilievi e contestazioni.


In merito alla tematica oggetto di trattazione, è importante sottolineare l’orientamento manifestato dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’applicabilità del regime forfettario ex Legge 398/91.


Ade e proventi commerciali


La  circolare AdE  18/E/2018  prospetta  una  casistica circa  i  possibili  proventi commerciali


 “connessi” alle attività istituzionali di una associazione o società sportiva dilettantistica e,


 come tali, riconducibili all’interno del campo di applicazione della L. 398/1991.


Secondo l’amministrazione finanziaria sono attività connesse a quelle istituzionali:



  • l’attività sportiva dilettantistica rientrante nelle discipline riconosciute dal Coni svolta nei confronti di non soci e tesserati;



  • i proventi derivanti dalla somministrazione di alimenti o bevande effettuata nel contesto dello svolgimento dell’attività sportiva dilettantistica;

  • la vendita di materiali sportivi, di gadget pubblicitari se effettuata nel contesto dell’attività sportiva;

  • le sponsorizzazioni, le cene sociali, le lotterie;

  • i servizi di utilizzo dei campi da gioco, degli spogliatoi, degli armadietti etc., purché tali prestazioni siano strettamente finalizzate alla pratica sportiva così come delineata nei programmi dell’organismo affiliante (FSN, DSA, EPS).


Attività non connesse ai fini istituzionali secondo l'AdE


La predetta circolare 18/E dell’1/8/2018 contiene anche un’elencazione delle attività che, a parere dell’Agenzia delle Entrate, non sono connesse a quelle istituzionali, e quindi non tassabili con il regime forfettario ex Legge 398/1991, e cioè:



  • Attività sportiva dilettantistica nelle discipline non riconosciute dal Coni;

  • Somministrazione di alimenti e bevande se non effettuata nel contesto dell’attività sportiva e/o in locali separati dal campo di gioco e/o per finalità di concorrenza sul mercato;

  • Vendita di materiali sportivi e gadget se non effettuata nel contesto dell’attività sportiva e/o per fini di concorrenzialità nel mercato;

  • Servizi di utilizzo dei campi da gioco, degli spogliatoi, degli armadietti etc. se non finalizzati alla pratica sportiva così come delineata dai programmi dell’organismo affiliante (FSN – DSA – EPS);

  • Sauna, bagno turco, idromassaggio, estetista, centro benessere, asilo .


Profili sanzionatori


Alla luce del quadro normativo delineato e dell’orientamento manifestato dall’Amministrazione Finanziaria con la circolare ministeriale n. 18/E dell’1/8/2018, suggeriamo la massima prudenza nell’individuazione delle attività commerciali svolte da asd o ssd e nell’inquadramento delle stesse come connesse o non connesse ai fini istituzionali.


Ciò in quanto, come già precisato, solo le attività commerciali connesse ai fini istituzionali possono generare proventi tassabili con il regime forfettario di cui alla Legge 398/1991.


Un eventuale errore di valutazione, cioè l’erronea collocazione dell’attività commerciale svolta fra quelle connesse alle attività istituzionali, può comportare pesanti conseguenze, quali:



  • ricostruzione base imponibile con regime fiscale ordinario in sostituzione di quello forfettario ex Legge 398/91, relative imposte - dirette ed indirette – sanzioni e interessi;


contestazione e sanzione relativa all’omessa dichiarazione Iva, in quanto solo chi opta per la Legge 398/91, in quanto ha i relativi requisiti soggettivi ed oggettivi normativamente previsti, è esonerato dall’obbligo di presentare la dichiarazione Iva;



  • contestazione e sanzione relativa alle omesse comunicazioni periodiche Iva, in quanto solo chi opta per la Legge 398/91 è esonerato dal relativo obbligo comunicativo;

  • contestazione e sanzione relativa all’omessa fatturazione e trasmissione elettronica dei corrispettivi, in quanto l’esonero documentale e di trasmissione elettronica per i corrispettivi sussiste solo per gli enti che legittimamente applicano la Legge 398/91.


  • Mancata o incompleta trasmissione corrispettivi


    La mancata, incompleta o non veritiera memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi comporta l’applicazione della sanzione pari al 100% dell’imposta relativa all’importo non correttamente documentato con un minimo di 500 euro. Nei casi di recidiva è prevista la sanzione accessoria della sospensione della licenza o autorizzazione all’esercizio dell’attività.


    Vi è inoltre da tener presente che il regime fiscale ordinario comporta adempimenti contabili aggiuntivi: per le attività commerciali non connesse a quelle istituzionali è obbligatoria la contabilità separata.


    Ciò in quanto la legge prevede che la detrazione Iva e la deduzione dei costi competono a condizione che l’attività commerciale sia gestita con contabilità separata da quella relativa all’attività principale.


    La separazione contabile comporta un sensibile aggravio di adempimenti amministrativi (registri Iva distinti, piani dei conti distinti per attività in modo da evidenziare i costi e ricavi relativi all’attività istituzionale e a quella commerciale, oppure onere di istituire una contabilità industriale per centri di costo, difficile quantificazione dei costi promiscui all’attività istituzionale e commerciale, possibile contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate circa i criteri di imputazione dei costi promiscui).


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    Scritto da: Paola Zani Bruni

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