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Lombalgia e Sport, Sport e Lombalgia: come comportarsi? - Prevenzione

Lombalgia e Sport, Sport e Lombalgia: come comportarsi? - Prevenzione

Con questo gioco di parole, lombalgia e sport voglio in questo articolo cercare di rispondere a due di quelle domande che a noi fisioterapisti ma anche a ortopedici e medici di base vengono fatte quasi quotidianamente.


La prima è se il malato acuto o cronico di lombalgia puo' effettuare sport, la seconda è quasi il discorso opposto cioè come ci si deve comportare se durante l'attività sportiva compare una lombalgia.


Primo quesito: fermare un paziente o consigliare un po' di movimento giornaliero?


Partendo dal primo quesito ci tengo a sottolineare che se si dovesse fare una scelta tra fermare un paziente o consigliare un po' di movimento giornaliero ascoltando sempre la sintomatologia lombare penso di poter tranquillamente affermare che si prediliga sempre la scelta del movimento rispetto ad un soggetto stazionario, questo sia per lavorare sull'aspetto di carico e propriocettivo della colonna e del corpo ma soprattutto per un discorso di umore e motivazione; penso che tutti siate d'accordo  che un soggetto in movimento che esce di casa sia più positivo di uno sdraiato a letto o sul divano a compatirsi dei propri dolori.


Ovviamente occorre sempre rispettare le indicazioni dei professionisti sanitari, imparare ad ascoltare e capire il proprio dolore capire quando occorre fermarsi per  non peggiorare la situazione.


Capitano spesso pazienti che ci portano a visionare risonanze o TAC che presentano referti di piccole protrusioni e da quel momento in poi scatta qualcosa nel soggetto, perché non deve essere per forza un paziente, che lo limita in tutto, nelle attività quotidiane, lavorative, sportive ed addirittura nella sfera sessuale.


Tenete in considerazione che molte protrusioni lombari sono asintomatiche quindi non per forza devono essere loro la causa dei vostri mal di schiena, qui occorre una consulenza fisioterapica adeguata, un professionista specializzato in back school che sia McKenzie oppure Maitland (queste sono disquisizioni prettamente fisioterapiche), che vi consigli vi guidi adeguatamente durante il percorso.


Vediamo continuamente nei nostri studi soggetti con ernie continuare la loro routine quotidiana senza problemi e soggetti a cui appena viene confermata la presenza di una piccola protrusione invecchiare di anni tutto di colpo.


Come affrontare un problema di lombalgia?



Quando dovete affrontare un problema di lombalgia, acuta o cronica che essa sia, appoggiatevi sempre ad operatori sanitari specializzati, non tutte le lombalgie si curano con la TECAR o con l'ozonoterapia a volte basta solo istruire il soggetto ad un adeguato stile di vita, insegnargli le posture corrette e quelle da evitare, gli esercizi che quotidianamente deve fare per evitare le recidive e quelli nei momenti acuti, insegnare ad ascoltare e trattare autonomamente il proprio dolore è una grande vittoria per il fisioterapista e per il paziente stesso; infatti uno degli obiettivi primari della metodica McKenzie è sempre quela di svezzare i soggetti dal fisioterapista da quel circolo viziosi che li porta a non affrontare il loro problema ma di continuare a telefonare e fissare appuntamenti per curarsi.


Capisco che possa essere un discorso strano in un periodo dove tutti hanno bisogno di lavorare ma non è un rifiutare il lavoro è uno stile di porsi verso le persone che chiedono una consulenza, un paziente istruito che risparmia tempo e soldi e cura il proprio dolore autonomamente sarà sempre un soggetto che ci farà pubblicità e ci porterà altri pazienti, la serietà è sempre premiata.


Come comportarsi invece se compariva dolore durante l'attività fisica?



Questa tematica è più semplice da affrontare: l'errore principale in cui si incorre a livello amatoriale è senz'altro quello di credersi dei supereroi anche dopo i quarant'anni e portarsi continuamente oltre il proprio limite.


Ricordatevi sempre che questi eccessi prima o poi presentano il conto.


Dagli ultimi studi (2014) ci si è resi conto che l'attività amatoriale è culla di soggetti con problemi di lombalgia acuta e sub acuta questo perché non vengono rispettati, sempre che il soggetto ne sia a conoscenza, la tempistica di lavoro, carico e recupero, le nozioni base di stretching, uniti spesso all'assenza di un professionista che segua il soggetto dilettante, l'assenza o semplicemente non conoscenza di patologie muscoloscheletriche secondarie all'età o a traumi precedenti.


Ricordatevi sempre che il nostro apparato muscolosceletrico è composto non solo da ossa forti e resistenti ma soprattutto da tessuti molli (tendini, legamenti borse) e questi devono essere trattati delicatamente, sono soggetti ad un equilibrio precario tra carico, forza e lunghezza e queste sono nozioni che un soggetto comune non può esserne c conoscenza quindi esistono, e sosteniamoli a crescere professionalmente ed a dargli quella rilevanza che gli spetta, i dottori in scienze motorie che devono seguire il soggetto amatoriale e/o agonistico nel proprio percorso ottimizzando ad ognuno il proprio carico di lavoro, di riposo, di stretching e di lavoro prorpiocettivo.


La sinergia delle varie figure professionali ( dottore in scienze motorie e dottore in fisioterapia) e non la guerra che ci stiamo facendo da anni per ottusità porta sicuramente a prevenire gli episodi di lombalgia e algie generiche da errato esercizio.


Concludendo affidatevi ad un buon preparatore atletico non fate mai da soli e questo vale anche per l'ambito fisioterapico; ovviamente deve esserci un rispetto da entrambe le parti dei professionisti, per il bene dell'atleta, di non voler invadere le competenze altrui che i fisioterapisti non si occupino di preparazione,allo stesso modo che i preparatori non si mettano a diagnosticare o voler curare lombalgie o altro.


Team Autori Fitadvisor: Consulta il suo Profilo ☛ Dott. Alessandro Prati


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Scritto da : Alessandro Prati

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